14 novembre 2008

come in un film....

Come nel film "Nel nome del padre" di Jim Sheridan con Emma
Thompson, Daniel Day- Lewis, nella scena in cui l'anziano Giuseppe,
condannato e imprigionato insieme al figlio e ai suoi amici per
terrorismo nell'Irlanda degli anni 70 dalla giustizia britannica,
muore in prigione, dopo anni di sofferenze ma è immediatamente
ricordato e preso a simbolo di repressione da tutti i detenuti del
carcere, che dalle finestre sbarrate delle proprie celle, lanciano
fiaccole accese, gridando la propria rabbia e il nome di Giuseppe,
contro una giustizia che mai è stata e purtroppo mai sarà uguale
per tutti, così simbolicamente , dopo aver ascoltato la notizia
della sentenza di assoluzione per i mandanti del massacro della
Diaz ai tempi di Genova 2001, e cioè l'apparato massimo di polizia
che dirigeva le operazioni, mi sento di scrivere questa mia rabbia
e tristezza, attraverso una mail che vorrei, insieme a migliaia di
altre, assomigliasse a quelle fiaccole lanciate dalle finestre di
quel carcere, e che significasse una cosa fra mille: io sarò fino
alla morte contro gli oppressori.
Mi piacerebbe vedere una pioggia di mail, come una tempesta di
indignazione e dissenso, che invadesse fino alla saturazione,
redazioni di giornali, siti di partiti, siti culturali, ma che allo
stesso tempo fosse anche un modo per alzare la voce e ricompattarsi
contro quello che fino adesso è stato erroneamente chiamato
avversario politico, ma che è a tutti gli effetti il nemico da
combattere: la parola giusta è quindi NEMICO, NEMICI.

Chi anni fa credeva che le parole di pochi, come ritorno al
fascismo, fossero soltanto il pretesto politico e propagandistico
per alzare il livello di scontro, oggi, se non sono degli imbecilli
in mala fede( e ce ne sono tanti), potrà non ammettere di trovarsi
sempre di più schiacciato da un potere che condiziona la propria
vita fino a mettere a rischio, come sta accadendo da tempo, quello
che è non soltanto un diritto, ma una necessità imprescindibile
della vita, come il lavoro.
Da questo diritto scaturiscono migliaia di fattori che garantiscono
alla collettività, se non la libertà assoluta, la speranza di
credere ad un futuro che sia migliore del presente.
Invece sembra che si vada in direzione opposta. Anzi non sembra..
subiamo a pieno lo svilimento di tutto ciò che dolorosamente per
anni si è conquistato e che semmai andava migliorato.
Tutto viene cancellato dall'onda nera e autoritaria che, malgrado
anni di lotte, ha giocato a sfiancare le società attraverso un
doppio gioco sporco: da un lato la mirata e precisa operazione di
finta ripulitura politica di certa storia fascista e autoritaria,
non solo mussoliniana per capirci, ma anche successiva,
accreditandosi in questi decenni come alternativa democratica e
moderna (nessuno ci ha veramente creduto), dall'altro lentamente
per poter erodere, come una ruggine, tutto quello che potesse
corrispondere al significato di libertà e di rispetto della
dignità, faticosamente raggiunto dalle società, ecco che rifonda
la sua politica sulla logica del raid violento contro tutti quelli
che il regime non approvano: "proprio come ai bei tempi" direbbe il
topo che da troppo tempo ha passato la sua vita nella fogna"

Certo è che molti di questi nelle fogne non ci sono mai stati..anzi
hanno fin d'oggi vissuto nei bei palazzi, giocando a fare il bello
e cattivo tempo, naturalmente riproponendosi in forme e maniere
diverse e inserendosi in un contesto naturalmente molto cambiato
rispetto al passato , ma lasciando invariato il presupposto che li
ha sempre caratterizzati in qualsiasi epoca: lo sporco gioco
dell'annientamento della libertà di pensiero, che sta alla base
della conoscenza e della cultura e che costituisce l'espressione
più grande di civiltà di ogni popolo, di cui certi hanno sempre
avuto paura: come nel film "Il Marchese del Grillo", dove, nella
Roma papalina del 1806, il prete ribelle Frà Bastiano, portato al
patibolo, accanto alla ghigliottina che gli mozzerà la testa, fa la
sua ultima predica e ammonisce:(più o meno)" io perdono Imperatori
e signori, che pensano di essere i detentori del sapere e unici
padroni della terra, perdono il Papa e tutta la Chiesa che pensano
di essere i detentori della fede e padroni dello spirito e infine
perdono voi più di tutti, o popolo, che vi sentite padroni della
vostra vita e invece non siete padroni di un..CAZZO!!"

Si può forse essere padroni di niente..tranne che del proprio
pensiero, per questo mi sento di dire
Hurrya...

Enrico Montalbano
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